venerdì, Febbraio 26, 2021
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Morto il cultore del tapping!

La notizia ha dell’incredibile.
Il leggendario chitarrista co-fondatore insieme al fratello Alex del gruppo glam-rock Van Halen nel lontano 1972, è deceduto nella giornata di ieri 6 Ottobre 2020 a causa di un brutto male, al St. John’s Hospital di Santa Monica, in California. Aveva 65 anni.

L’artista era da tempo malato – cancro alla gola – e da tempo si stava curando. Nonostante l’immensa forza di volontà dello stesso Eddie, il quale continuava a seguire il panorama rock andando a vari concerti – gran fan dei Tool – e a farli, insieme al figlio Wolfgang, entrato in pianta stabile nel gruppo dal 2006.

Secondo quanto riportato dal bollettino sanitario californiano, nelle ultime 72 ore il male aveva subito una progressiva espansione, arrivando dalla gola al collo e successivamente dal collo, si era propagato fino al cervello.

Già 5 anni fa, Van Halen tentò la via della guarigione dirigendosi in Germania e sopponendosi ad una serie di trattamenti radioterapeutici. Nonostante fosse un fumatore accanito, l’artista imputava l’attaccamento del cancro alla gola al plettro di metallo che aveva il vizio di tenere in bocca sia durante la stesura dei brani che in concerto.

Eddie durante uno dei plurimi viaggi in Germania per le cure


Chi era Eddie Van Halen?

Nonostante ci sia sempre una certa diffidenza nell’uso di etichette o termini sempre troppo esagerati in discorsi spesso incoerenti, non è questo il caso di Eddie. Van Halen era ciò che senza esitare nemmeno mezzo secondo, si definisce GENIO e LEGGENDA. Si, perché Eddie Van Halen ha scritto la storia del glam e della chitarra elettrica in generale.

Non solo un virtuoso, ma un vero e proprio innovatore.
Quel ragazzino dal carattere frenetico ed energico fu infatti colui che rese famosa una delle tecniche attualmente più usate nel mondo chitarristico.
Di cosa sto parlando? del tapping!

Innanzi tutto sfatiamo questo mito di “Eddie Van Halen, colui che inventò il tapping sulla chitarra” perché non è esattamente così.

La famosa tecnica del suono a due mani, infatti, fu sviluppata dall’italiano Vittorio Camardese, un radiologo appassionato di musica il quale da autodidatta scoprì questo modo del tutto nuovo di familiarizzare con lo strumento a 6 corde.


Quello che fece Van Halen fu quello che spesso accade nell’evoluzione progressiva delle invenzioni, ovvero prendere come modello un’idea innovativa e migliorarla talmente tanto da renderla personale.

Van Halen fu molto colpito dalla tecnica del professore, tanto da riportarla per la primissima volta sulla chitarra elettrica
– Vittorio Camardese sperimentava su chitarra acustica – dotandola di numerose sfumature sempre diverse, che fecero si di portare Eddie nell’olimpo dello strumento negli anni a venire.

La notevole fantasia mista a passione e tecnica, inoltre, furono e sono oggetto di studio.
Van Halen, infatti, è uno degli artisti ispiratori delle vecchie generazioni ma anche delle nuove, le quali cominciano lo studio dello strumento proprio motivati dal desiderio di arrivare al suo livello.


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Avete presente quelle persone che cambiano da un giorno all’altro? Ebbene, per quanto possa sembrare un aspetto negativo,questo sono io. Fino ai 18 anni son stato praticamente il classico ragazzo pieno di problemi, che non interagiva praticamente con nessuno salvo qualche rarissima eccezione. Post diploma sono Andrea, uno studente di Scienze della comunicazione ovvero una formazione che apre all’interazione tra persone e alla comunicazione di massa. Ironico, vero? Ho una grande passione per la musica (in particolare Rock) e spero di far trasparire questo mio interesse al meglio.

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