domenica, Febbraio 28, 2021
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Dopo il blitz al Museo d’Orsay aumentano le domande sul movimento femminista.

Chi sono? Per che cosa protestano? Quali sono i loro scopi?

Il movimento femminista è entrato in azione a Parigi, dopo che era stato impedito l’accesso al museo a una visitatrice giudicata “troppo scollata”. Le attiviste hanno protestato a seno nudo, urlando “L’oscenità è nei vostri occhi”.

Il blitz delle Femen arriva dopo lo sfogo sui social di una ragazza che ha raccontato quello che le è accaduto all’entrata del celebre museo, lo scorso 8 settembre.

La visitatrice, all’ingresso, è stata fermata dal personale che le ha vietato di entrare perché aveva una scollatura troppo profonda. Dopo un breve litigio la ragazza ha deciso di coprirsi e mettersi la giacca per poter avere accesso al museo riuscendo quindi a visitare la struttura.

Il giorno dopo, però, ha scritto su Twitter una lettera aperta al museo, raccontando nel dettaglio che cosa le era successo. “È martedì 8 settembre, il caldo aumenta nel pomeriggio e le braccia si scoprono. Ho voglia di andare al museo d’Orsay, e non sospetto che il mio décolleté sarà un oggetto di discordia. Arrivata all’ingresso non ho il tempo di mostrare il biglietto che la vista dei miei seni turba la funzionaria incaricata del controllo delle prenotazioni”, scrive la giovane.

Il museo, sempre su Twitter, ha risposto facendo sapere: “Ci dispiace profondamente e porgiamo le nostre scuse”.

Chi sono e per cosa protestano?

Sono un gruppo femminile di protesta fondato a Kiev, in Ucraina, famoso per organizzare proteste dove le attiviste si mostrano a seno nudo. La cosa ha dato al movimento grande visibilità internazionale.

FEMEN però è qualcosa in più di un semplice gruppo di esibizioniste: esiste da qualche anno, è stato sul punto di diventare un partito politico.

Il movimento è stato fondato nel 2008 da Anna Hutsol, una studentessa ucraina di economia nata nel 1983, con l’obiettivo di “scuotere le donne in Ucraina, farle diventare attive socialmente”

“Ho fondato FEMEN perché mi sono resa conto che mancavano le attiviste donne nella nostra società. l’Ucraina è una società che ruota intorno agli uomini e in cui le donne ricoprono un ruolo profondamente passivo”

ANNA HUTSOL

Gli altri blitz

La maggior parte degli atti dimostrativi avvengono a Kiev, ma FEMEN ha organizzato manifestazioni anche in altre città ucraine. Negli ultimi mesi alcune attiviste sono comparse in altre manifestazioni in Europa, in Israele, in Brasile e negli Stati Uniti.

Il 25 dicembre, in piazza San Pietro, è entrata in scena Iana Aleksandrovna Azhdanova, un’attivista che, a seno nudo (come vuole tradizione) e con la scritta “God is woman” dipinta sul corpo, è riuscita a raggiungere il presepe, urlando slogan contro la Chiesa.

Il concetto che sta alla base di ogni protesta è l’esposizione del nudo femminile come strumento di liberazione e riappropriazione del corpo delle donne in società bigotte, arretrate e maschiliste.

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