venerdì, Febbraio 26, 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

Allo studio del Governo un bonus nel formato di “cashback” per favorire i pagamenti elettronici nei negozi. L’obiettivo è quello di combattere l’evasione fiscale.

Come funzionerà

Dopo la conferma degli scorsi giorni del premier Giuseppe Conte agli operatori bancari, si stanno delineando le caratteristiche di quello che sarà un incentivo ai pagamenti fiscali.

Se saranno confermate le indiscrezioni, il bonus sarà erogato in forma di rimborsi semestrali diretti sul conto corrente. Il cashback dovrebbe essere pari al 10% di quanto speso, fino ad un tetto di 1500€ a semestre. Di conseguenza, si parla di un rimborso massimo di 300€ al mese. Ci sono ipotesi di un bonus maggiorato al 15% per gli importi di piccola entità.

Visto l’obiettivo di riduzione l’uso del contante, il bonus sarà utilizzabile solo nei negozi fisici. Questo implica l‘esclusione di tutti gli acquisti online dal calcolo del rimborso.

Da specificare comunque che sono tutte ipotesi allo studio del Governo e non ancora definitive.

Come si otterrà il bonus

Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un utilizzo dell’app IO, come successo per il bonus vacanze. Questo vorrebbe dire che che il bonus sarebbe utilizzabile solo per chi ha lo Spid. In questo caso, però, bisognerebbe associare anche il proprio codice fiscale e la carta di credito o bancomat che si intende utilizzare. È allo studio, comunque, anche una modalità alternativa di utilizzo che prevede la registrazione presso le banche.

In qualunque caso bisognerà dichiarare l‘IBAN del conto presso il quale si vuole avere il rimborso. Una volta associata la carta (o le carte), basterà andare presso l’esercente dal quale si vuole fare acquisti e mostrare un codice QR che verrà fornito in fase di registrazione all’app. In questo modo, si verrà automaticamente iscritti anche alla lotteria degli scontrini, che dopo molti ritardi è prevista in partenza a Gennaio 2021.

Le motivazioni dietro il bonus

La motivazione del provvedimento è quella di ridurre l’uso del contante. Il premier Conte in più di un’occasione ha sottolineato come l’utilizzo dei pagamenti cashless in Italia sia ampiamente al di sotto della media europea, soprattutto per quanto riguarda i micro pagamenti.

La tracciabilità intrinseca dei pagamenti elettronici è un’arma molto efficace all’evasione fiscale. Infatti anche per gli esercenti a Settembre è stato attivato un provvedimento simile al bonus per i pagamenti digitali: tutti i negozianti che utilizzano il pos beneficiano di un credito d’imposta del 30%.

Questo provvedimento fa parte di una spinta verso i pagamenti digitali che va avanti dal 2012, quando in qualità di Presidente del Consiglio c’era Mario Monti. Da quel momento sono state applicate diverse iniziative, tra incentivi ed obblighi. Tra queste la fatturazione elettronica, la piattaforma PagoPa, fino all’attuale lotteria degli scontrini, al bonus di 300€ e al credito d’imposta per gli esercenti.

Tra queste misure anche l’abbassamento della soglia massima di contanti da circa 3000€ a 1000€ a partire da Gennaio 2022.

Per quanto riguarda la contrattazione con le banche, invece, rimangono ancora ampi margini di miglioramento, con commissioni per gli esercenti spesso troppo elevate, soprattutto quando si parla di micro pagamenti.

Se cercate altri approfondimenti legati al mondo della tecnologia, seguite Posizione Zero anche su Facebook ed Instagram e troverete molte altre informazioni!

Cover foto da fanjianhua – www.freepik.com

Tags: ,

Related Article

0 Comments

Rispondi