domenica, Febbraio 28, 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

E’ possibile immaginare un mondo in cui siamo tutti completamente nudi?

E da dove deriva la necessita di vestirsi?

La moda e un sistema complesso, con una propria economia, determinate istituzioni e simboli precisi.

Questo termine non viene utilizzato solo nell’ambito dell abbigliamento, nonostante nella sua accezione quotidiana si tenda a restringere il significato. La moda e’ un fenomeno sociale che riguarda tutte le società contemporanee. Ma da dove nasce questo bisogno di vestirsi?

Perché gli esseri umani indossano abiti?

Secondo Marc-Alain Descamps, filosofo e psicologo francese, individua quattro funzioni principali dell’ abbigliamento:

  • Protezione, i primi uomini hanno incominciato a coprirsi per proteggersi da agenti atmosferici, punture di insetto e altri pericoli
  • Pudore, gli abiti hanno lo scopo di nascondere, sono una sorta di barriera tra il corpo e il mondo circostante
  • Ornamento, si aggiungono “proiezioni” al proprio corpo.
  • Parola, quando incontriamo una persona il primo atto comunicativo sono i suoi vestiti.

The nude world

John Carl Flugel

John Flugel (1875-1955), psicologo accademico della British Psyco-Analytical Society. Nel 1930 pubblica “The psycology of clothes” la prima analisi psicologica che ha come oggetto di studio la moda. In questo lavoro, intende l’abbigliamento come un “compromesso” che media il desiderio infantile di esibire il corpo nudo e il successivo divieto sociale che impone di coprirsi per motivi di pudore e modestia.

Verso la fine di questo libro immagina un futuro in cui i vestiti potrebbero diventare obsoleti. Sostiene che le ragioni principali per indossare un abito saranno tutte superate. L’impulso di coprire i nostri corpi svanirà quando capiremo quanto siano irrazionali le nostre paure di nudità. Immagina una riconciliazione con la nostra forma più naturale. Questo visione, nonostante abbia tendenze quasi utopistiche, e’ comunque meritevole di riflessione.

Come sarebbe il mondo se fossimo tutti nudi?

Questa e altre domande hanno dato vita ad una mostra intitolata Nue York, tradotto Nuda York, ideata da una fotografa statunitense di origine italiana Erica Simone. Nel 2011 inizia questo progetto di autoritratto con fotografie che mostrano Erica a New York durante attività quotidiane comuni a quasi tutti i newyorkesi: prendere un taxi, comprare sigarette, passeggiare per Central Park e muoversi intorno a Midtown, con la singolare peculiarità di essere completamente nuda.

Spiega Erica: «I vestiti non soddisfano solo i nostri bisogni fisici. Ciò che indossiamo ha un linguaggio silenzioso che racconta agli altri chi siamo. Viviamo in una società ossessionata dall’immagine, dove le vetrine contano più dei senzatetto sdraiati lì davanti. Allora ho immaginato come sarebbe il mondo senza vestiti. Forse ci farebbe diventare più consapevoli? Forse sarebbe più facile esprimerci al naturale? La nudità potrebbe trascendere le connotazioni sessuali e abbattere i tabù?

Questo progetto è stato mostrato in varie mostre e pubblicato come un libro, con il nome New York: Self-Portraits of a Bare Urban Citizen, e con esso la fotografa spera di mettere in discussione il ruolo e l’importanza della moda nella società contemporanea.

e cercate altri approfondimenti legati al mondo della moda e società, seguite Posizione Zero anche su Facebook ed Instagram e troverete molte altre informazioni!

Tags: ,

Related Article

0 Comments

Rispondi