domenica, Febbraio 28, 2021
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Supreme è un marchio oggi divenuto mondiale anche se è indubitabilmente un fenomeno newyorchese.

La storia

Supreme viene fondato per mano di James Jebbia, nato in America, ma vissuto in Inghilterra fino ai 19 anni. Nel 1994 Jebbia apre il primo negozio Supreme in Lafayette Street, a New York. Lo store viene ideato appositamente per gli skateboarder, con i prodotti sulle pareti laterali e un grande spazio al centro per girare liberamente con la tavola. E’ un contesto particolare, New York in quel periodo è sommersa dalla droga e nonostante non fosse ancora presente un negozio di skate gli affari sembrano andare male. Il lavoro e la costanza in ogni caso, hanno portato un progetto come questo ad un successo internazionale.

James Jebbia, fondatore di Supreme

L’espansione

Lo stile inconfondibile del negozio di New York inizia a far parlare di sé in quel settore a cui negli anni ’90 si rivolgevano con forte interesse i più famosi marchi come Nike e adidas. Il motivo è sopratutto la forte presenza della cultura hip hop partita nel decennio precedente. Negli anni 2000 Supreme apre a Los Angeles, Londra, Tokyo, Nagoya, Osaka e Fukoka. Il concept è sempre simile a quello del negozio di New York. La proposta svaria tra abbigliamento, accessori e gadget andando a colpire non solo più gli skater, ma anche le culture punk e rock.

Il modello business

Resta comunque il grosso divario di fascia prezzo tra Supreme ed i grossi marchi di moda. Molto importante è invece la strategia commerciale. Rispetto ad ogni altro brand che lancia le collezioni in una volta sola, Supreme rilascia solo 10/15 capi o accessori per volta; i cosiddetti “drop” sono venduti online ogni settimana il giovedì alle 11:00 ora americana. Questo metodo permette di mantenere sempre alto l’hype dei fans che sono pronti a tutto per acquistare un capo tra gli ultimi usciti. Così facendo alcuni articoli risultano esauriti dopo poche ore dal lancio. Questo modello ha creato allo stesso tempo un business “parallelo”, dove alcuni acquirenti, una volta ottenuto un pezzo Supreme, lo rivendono ad almeno il doppio del prezzo pagato.

Limited edition

Il logo Supreme è uno dei più accattivanti, con il tempo inizia a comparire al fianco dei brand di moda e lusso più prestigiosi grazie a collaborazioni ed edizioni limitate. Negli ultimi anni Supreme ha infatti collaborato con Nike, Vans, The North Face, Playboy, Levi’s, Timberland, Stone Island e Louis Vuitton, continuando a sviluppare lo stile che lo caratterizza: brand street ma estremamente esclusivo. Proprio in un articolo nel 1995 Vogue definisce Supreme come lo Chanel dello streetwear. A fortificare ulteriormente il concetto di esclusività Supreme ha spesso stupito con campagne marketing che coinvolgevano personaggi di fama mondiale come Michael Jordan a Lady Gaga. In Italia un grande estimatore di Supreme è il duo Fedez/Ferragni che spesso indossano felpe, ciabatte o zaini.

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Louis Vuitton/Supreme #LVxSUPREME

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La valutazione sul mercato

Nel 2017 il fondo di investimenti Carlyle Group ha comprato circa il 50% del marchio Supreme. Non sono stati forniti i dettagli dell’operazione, che però è stata confermata, ma sul sito Business of Fashion è stato riportato un prezzo d’acquisto di circa 500 milioni di dollari, valutando quindi l’intera società un miliardo di dollari.

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