domenica, Febbraio 28, 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

FaceApp è un’applicazione per l’elaborazione delle immagini molto di moda in questo periodo. Da diverso tempo è al centro di indagini per una gestione oscura dei dati degli utenti, ma sembra che ora qualcosa sia cambiato.

FaceApp ritorna periodicamente a popolare le bacheche dei social network, di solito in corrispondenza del lancio di una nuova funzionalità. Insieme all’applicazione, riemergono le perplessità sulla gestione dei dati, ma sembra che la situazione ora sia diversa.

A cosa serve

Faceapp è un’applicazione che consente di modificare i tratti dei volti delle persone semplicemente caricando una foto.

L’applicazione si è fatta conoscere grazie alla possibilità di cambiare colore di capelli, modificare il taglio e l’acconciatura, come mostrato sotto.

FaceApp: Neural Face Magic #Video#amp#ios#Entertainment (With ...
Esempio di cambio di acconciatura

Nel corso del 2019, invece, è stata la volta dell’invecchiamento del proprio volto, che ha spopolato tra le celebrità e le persone comuni.

Come fa Faceapp a invecchiarci in modo tanto realistico? - LogiKa ...
Esempio di funzionamento del filtro di invecchiamento

Già l’anno scorso, l’applicazione ha rilasciato una prima versione del filtro per il cambio di sesso, ma senza risultati soddisfacenti.

Con l’aggiornamento di quest’anno, invece, il filtro per il gender swap è diventato molto più credibile e performante, generando una nuova ondata di utilizzo dell’applicazione, trainato dalla #faceappchallenge.

Le perplessità e le proteste

Nel 2019 sono esplose molte polemiche legate all’applicazione ed alla sua politica di trattamento dei dati degli utenti. Le proteste erano principalmente legate alla possibile vendita dei nomi e volti delle persone ed al salvataggio delle foto su server fuori dall’unione europea.

FaceApp, infatti, è stata realizzata da Wireless Lab, società con sede a San Pietroburgo fondata e diretta da Yaroslav Goncharov, ex dirigente di Yandex, il principale motore di ricerca in Russia.

faceapp
Un esempio di funzionamento di FaceApp con Pep Guardiola

La società che sviluppa l’app inizialmente non ha fornito informazioni precise sul trattamento riservato alle foto caricate dagli utenti e su di un eventuale salvataggio delle stesse. Per smorzare le polemiche, nell’estate scorsa FaceApp ha assicurato di non condividere dati dell’utente con terze parti e che “i dati dell’utente non vengono trasferiti in Russia”, assicurando, inoltre, che entro 48 ore dall’uso i dati vengono cancellati dal suo cloud.

Questo, però, non era incluso nella privacy policy e l’azienda, di conseguenza, non era vincolata in nessun modo a seguire queste politiche di gestione.

La situazione attuale

Dopo le proteste e le pressioni applicate alla società che gestisce FaceApp, le regole di gestione dei dati sono state inserite nella privacy policy. Questo ha, di fatto, reso sicuro l’utilizzo dell’applicazione.

Come riporta il Sole24Ore, Ernesto Belisario, esperto in Diritto delle nuove tecnologie, ha dichiarato: “le foto saranno utilizzate solo per fornire agli utenti il servizio richiesto e saranno cancellate dal fornitore entro 48 ore dal caricamento e modifica della foto”. Ha anche aggiunto che “una sezione dell’informativa è dedicata agli utenti europei (e quindi al GDPR) e c’è la possibilità di richiedere la cancellazione dei dati (e delle foto) dal cloud anche prima delle 48 ore”.

Il Presidente Conte dopo il gender swap

Il tutto è confermato da Fabio Assolini, Senior Security Manager di Kaspersky, che ha dichiarato che l’applicazione non contiene elementi dannosi.

Nonostante ciò, ha messo in guardia gli utenti dalla diffusione di loro foto personali in server terzi, in quanto passibili di attacchi informatici e rischio di furti di personalità o utilizzo per applicazioni di riconoscimento facciale.

Se cercate altri approfondimenti legati al mondo della tecnologia, seguite Posizione Zero anche su Facebook ed Instagram e troverete molte altre informazioni!

Tags:

Related Article

0 Comments

Rispondi