venerdì, Febbraio 26, 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

Clancy, un curioso e buffo spacecaster, si avventura in un multiverso psichedelico e riflessivo, dando vita a una serie animata mai vista prima.

serie animata midnight gospel

Anno: 2020

Autore: Pendleton Ward, Duncan Trussell

Durata: 8 ep. 20/34 minuti

Genere: Sci-Fi, Black Humour, Comedy

Cosa succede quando l’ideatore di “Adventure Time” Pendleton Ward, lavora con il comico e podcaster Duncan Trussell, scrittore del podcast “Duncan Trussell Family Hour”? Prende vita una serie animata assolutamente imperdibile, una sorta di Adventure Time per adulti, un continuo viaggio metaforico e filosofico su un paesaggio psichedelico e allucinante. La serie prodotta da Netflix, è un trip vero e proprio.

The Midnight Gospel è proprio il nome dello spacecast di Clancy Gilroy, uno spacecaster (il podcaster dello spazio) annoiato; un giorno decide di abbandonare le comodità di casa sua per esplorare un multiverso fatto di pianeti in continua evoluzione o, contrariamente, mondi prossimi alla distruzione. Una volta arrivato deciso dove andare, tutto ciò che resta da fare al particolare protagonista è assumere le fattezze di un avatar sempre diverso e sempre più assurdo, e cercare qualcuno da intervistare nel nuovo pianeta per riempire lo spacecast. I viaggi avvengono per mezzo del simulatore multiverso a forma di vagina, all’interno del quale Clancy si butta prima di ogni nuova avventura (rispettivamente, all’inizio di ogni puntata).

serie animata midnight gospel
Clancy all’interno della sua casa; sullo sfondo, il simulatore a forma di vagina.

Inizia tutto per gioco, per combattere la noia, ma tutto si trasforma in viaggi di auto-scoperta del protagonista e automaticamente di auto-scoperta dello spettatore; i temi trattati sono molteplici e tutti interessantissimi. Ecco avvicendarsi interviste sulla legalizzazione delle droghe a un sindaco di una città in preda ad un’apocalisse zombie; sul valore dell’Ascolto inteso come connessione che passa tra noi e il tutto per raggiungere l’illuminazione a un cavaliere medievale; o ancora in una prigione per esseri virtuali si parla di timori esistenziali. Sono storyline colme di assurdità e metafore continue, singoli pezzi di un puzzle meraviglioso.

The Midnight Gospel è una serie con svariati ospiti.

Clancy, quando intervista il sindaco della città in preda all’apocalisse zombie, non parla propriamente col sindaco, ma con colui che dà la voce al personaggio. Nel caso sopracitato per esempio, Clancy parlerà con Drew Pinsky, uno specialista in dipendenza da droghe. Altri importanti ospiti saranno Trudy Goodman, specialista in meditazione e psicoterapia, Jason Louve, scrittore che si occupa di tradizioni spirituali e magia, e tante altre autorità del loro campo e, ultima ma non per importanza ci sarà l’intervista alla madre di Clancy, nonché psicologa e madre di Duncan Trussel.

serie animata midnight gospel

Un’altra questione che rende The Midnight Gospel una serie diversa dalle altre oltre alle tematiche trattate è l’estetica utilizzata per rappresentare i mondi, perché se Adventure Time ci aveva abituato a una realtà surreale, The Midnight Gospel supera di qualche spanna quella realtà, invitandoci ad entrare in mondi psichedelici, creature affascinanti e colori sgargianti.

Ma non tutto è come sembra perché tra unicorni dalle mille sfumature e pianeti “vuoti”, c’è un tratto che accomuna un po’ tutto: la violenza. Seppur stilizzati e lontanamente realistici, i contenuti violenti di questa serie abbondano in ogni episodio; con sangue che schizza, interiora che volano e massacri, la violenza è uno dei motivi per la quale The Midnight Gospel è consigliata ad un pubblico adulto.

Pendleton Ward e Duncan Trussell, per concludere, sono stati incredibilmente abili a sperimentare, dando vita a un contenuto unico nel suo genere, mixando dialoghi per nulla leggeri (già trattati nel podcast di Trussell) a un’animazione surreale e incredibile.

serie animata midnight gospel

Per quanto minutaggio ed estetica possano farlo sembrare, The Midnight Gospel non è per nulla una serie da guardare “a cuor leggero”; è una serie da assaporare lentamente, riflessiva e in molti casi (nel mio certamente), introspettiva.

L’ultima puntata è la ciliegina su una torta squisita e perfetta, che fa sperare a un’ ulteriore stagione. Indubbiamente questa serie animata potrebbe non piacere a tutti, ma per coloro che ne sapranno godere appieno sarà un’esperienza mistica indimenticabile.

Se cercate altri approfondimenti legati al mondo del cinema, seguite Posizione Zero anche su Facebook ed Instagram e troverete molte altre informazioni!

Tags:
Antony nasce a metà degli anni 90, in un caldissimo pomeriggio d'agosto; durante la sua vita cresce, impara a camminare, a correre e a traslocare. L'ultimo trasloco l'ha catapultato a Torino, facendolo diventare studente di Comunicazione. Nel tempo libero scrive perché scrivere è la sua più grande passione: scrive di cinema e scrive racconti qui(https://antonymandaglio.wordpress.com/), ma nonostante ciò non ha ancora imparato a scrivere la sua biografia. Procrastinatore seriale.

Related Article

0 Comments

Rispondi