domenica, Febbraio 28, 2021
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La multinazionale spagnola dedicata all’abbigliamento e alla moda, dopo aver chiuso un trimestre nero, pensa ad un nuovo modello business partendo da un riassetto dei negozi e puntando sul digitale.

Europa e Asia sono i principali continenti dove il gruppo Inditex intende chiudere circa 1200 negozi. Fondato negli anni ’60 da Amancio Ortega, uno degli uomini più ricchi del mondo, il colosso spagnolo è costretto a studiare un riassetto per fronteggiare la crisi causata dal Covid-19.

I motivi delle chiusure?

Il coronavirus ha dato il via ad un piano che era nell’aria. Il gruppo, cui fanno capo i marchi Zara, Pull&Bear, Stradivarius, Bershka, Oysho, Zara Home, Massimo Dutti e Uterque, vuole spostare la vendita fisica sul digitale. Ad incidere su questa scelta diversi fattori: i canoni di affitto, gli stipendi per il personale, le spese per la sicurezza e la sanificazione e la riduzione dei flussi di clientela.

I numeri

La perdita economica, a causa del lockdown, ha raggiunto la cifra di 409 milioni di euro ed i ricavi sono scesi del 44%. Delle cifre devastanti anche per un colosso come Inditex. Le chiusure previste porteranno i negozi del gruppo Inditex da quota 7.469 a quota 6.900, grazie anche alle aperture previste, che ammontano a circa 450.

Passato, presente, futuro

Il successo di Inditex è aumentato grazie alla diffusione dei negozi monomarca. Il primo fu aperto nel 1975 a La Coruna, negli anni 90 c’è stato uno sviluppo internazionale ed infine il boom degli anni 2000. Proprio nei primi 20 anni del 2000 il gruppo è riuscito ad essere presente in 96 mercati, arrivando agli attuali 7.469 negozi.
In seguito allo sviluppo dell’online, il mondo del fast fashion è però costretto a porsi delle domande. Così nasce la strategia di virare sempre più verso il digitale, dove la crescita delle vendite, secondo i dati, dovrebbe salire al 25% del totale entro il 2022.

Il successo del digitale durante la pandemia

Nel 2010 Inditex è entrata nel canale e-commerce. Oggi il gruppo riesce a fornire 200 paesi al mondo. Il modello adottato dal gruppo interagisce direttamente con il consumatore, ma anche attraverso la logistica. Infatti, per quanto riguarda il cliente può acquistare online e ritirare in negozio oppure restituire in store un prodotto ricevuto a casa. Mentre attraverso la logistica può prendere i capi dagli stock dei negozi più vicini e garantire una consegna veloce. Durante il lockdown questo processo è incrementato in maniera esponenziale così come il numero dei consumatori che si sono lanciati nel mondo del digitale.

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