domenica, Febbraio 28, 2021
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Da Spike Lee a Peter Farrelly, dal 1962 al 2019, ecco 5 tra i migliori film di epoche totalmente diverse, con un filo conduttore: il razzismo.

In questa classifica (con un ordine del tutto casuale) riporto alcuni film sul razzismo che per storia e tecnica andrebbero assolutamente visti

L’umanità compie passi avanti giorno dopo giorno: scoperte scientifiche, viaggi nello spazio, cure a mali fino a pochi anni fa incurabili; c’è però una piaga che pare ancora inarrestabile dopo anni di lotte e rivoluzioni: il razzismo. Sebbene anche sotto l’aspetto delle discriminazioni e dei diritti umani abbiamo fatto passi in avanti, sembra non sia ancora abbastanza. L’omicidio ai danni di George Floyd per mano della polizia americana, scoperto anche grazie al video divenuto virale ha scioccato il mondo intero. Nel mondo del cinema da decine di anni svariati registi si sono schierati nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e contro il razzismo, portando sul grande schermo pellicole che hanno fatto la storia del cinema mondiale.

-Green Book

locandina migliori film razzismo

Anno: 2018;

Regia: Peter Farrelly;

Cast: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Dimiter D. Marinov, Mike Hatton;

Genere: Dramma;

Durata: 2 ore e 10 minuti;

1962. Il buttafuori italoamericano Tony Lip (Viggo Mortensen), dopo la chiusura di un locale di New York in cui lavorava deve trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta quindi di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley (Mahershala Ali), facendo da autista e accompagnandolo lungo le tappe del tour nel sud degli Stati Uniti. Tra i due fin da subito vi è dell’astio dovuto ai pregiudizi di Tony e dal carattere altezzoso di Don.

Green Book non è il classico film sul razzismo; Don Shirley è un afroamericano benestante, chi ha bisogno in questo caso è l’uomo bianco, Tony. Le discriminazioni, nonostante le differenti classi sociali però son sempre le stesse. Solamente con l’avanzare della pellicola Tony scopre che in Don vi è del talento vero, e infatti tra i due sembra instaurarsi una reale amicizia. La pellicola, firmata Peter Farrelly (regista famoso per varie pellicole, ad esempio Scemo & più scemo) è tratta dalla vera storia del pianista Don Shirley e Tony Lip (pseudonomo di Frank Anthony Vallelonga), attore famoso per aver partecipato alle riprese della serie tv I Soprano. Il film si aggiudicò 3 premi Oscar: miglior film, miglior attore non protagonista a Mahershala Ali e miglior sceneggiatura originale.

Una delle frasi più significative del film viene detta proprio da Don Shirley, quando in seguito a una piccola lite con Tony dice: “Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco, allora dimmi chi diavolo sono io!”.

-Fa’ la cosa giusta

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Anno: 1989;

Regia: Spike Lee;

Cast: Danny Aiello, Ossie Davis, Ruby Dee, Richard Edson, Giancarlo Esposito;

Genere: Dramma;

Durata: 2 ore;

Di Spike Lee potremmo riempire l’intera classifica quando parliamo di film sul razzismo, dal recentissimo BlackKklansman a Malcolm X, ma ho scelto Fa’ la cosa giusta per l’importanza e l’impatto mediatico che hanno reso questa pellicola di Spike Lee una delle più importanti della sua epoca.

Il film, dal titolo originale Do the right thing, parla di Sal (Danny Aiello), italoamericano che gestisce assieme ai suoi figli una pizzeria in un quartiere popolato da afroamericani. Afroamericano è anche un loro dipendente, Mookie, interpretato proprio da Spike Lee. Tanti sono i personaggi che popolano il quartiere: il “Sindaco”(Ossie Davis), un alcolizzato maltrattato da tutti, “Mother Sister” (Ruby Dee), un’anziana signora che osserva tutto dalla finestra e così via. Un giorno, alla pizzeria di Sal arriva “Buggin Out”, che accusa il titolare di essere razzista perché, tra i poster esposti nella pizzeria, non c’è alcun afroamericano, ma solo italoamericani. Inizia così un boicottaggio ai danni del ristorante da parte del gruppo di afroamericani, che raggiunge l’apice quando durante una lite un giovane perde la vita strangolato da un poliziotto arrivato in soccorso di Sal.

La pellicola quando uscì suscito grandissime polemiche, dal momento che per alcuni critici il film istigava gli afroamericani alla violenza; di questo ne risentì molto il botteghino, a cui seguirono le parole di Spike Lee:” Tutta quella pubblicità negativa ci ha danneggiati. Il pubblico bianco si è spaventato e non è andato a vedere il film”.

Il film ricevette un sacco di nomination ma nessun premio; proprio durante la cerimonia degli Oscar del 1990, Kim Basinger, allora presentatore della categoria “miglior film” interruppe il discorso quando durante la lettura non lesse il titolo del film di Spike Lee.

Un gran successo fu ottenuto dalla canzone d’apertura di Fa’ la cosa giusta, Fight The Power dei Public Enemies, una canzone dal testo fortemente rivoluzionario e critico contro la società statunitense, il capitalismo e i mass media. Lo spunto del film deriva infatti da eventi realmente accaduti negli anni ’40 ad Harlem (dove perse la vita un giovane ragazzo afroamericano) e specialmente al pestaggio da parte di alcuni giovani bianchi contro tre ragazzi di colore, con l’aiuto di mazze da baseball e tirapugni; alla rissa uno solo riuscì a scappare, correndo verso l’autostrada e venendo sfortunatamente investito da una macchina.

-American History X

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Anno: 1998;

Regia: Tony Kaye;

Cast: Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D’Angelo, Jennifer Lien, Ethan Suplee;

Genere: Dramma;

Durata: 1 ora e 59 minuti;

Sicuramente uno dei miglior film di sempre sul razzismo, American History X parla di Derek Vinyard (Edward Norton) , che uccide 3 ragazzi di colore (epica la scena della rissa) e finisce in carcere. Derek è uno skinhead appartenente a un gruppo neonazista; vive con la madre, le due sorelle e un fratello più piccolo, Danny (Edward Furlong). Proprio nel carcere, Derek dopo una serie di eventi lega con due uomini di colore: un giovane detenuto conosciuto nella lavanderia e Sweenie, suo ex professore e suo aiutante durante la fase di recupero. Grazie a Sweenie, Derek viene a conoscenza che il fratello stava percorrendo la sua stessa strada fuori dal carcere. Dopo 3 anni, Derek esce dalla prigione cambiato e prova a cambiare la mentalità delle persone che gli stanno a cuore: a partire dalla sua ragazza che si dimostra però subito disinteressata, e a suo fratello, con scarso successo.

La pellicola ha ottenuto qualche nomination fra cui quella per miglior attore protagonista a Edward Norton, che comunque non bastò per vincere il premio.

-Il buio oltre la siepe

locandina il buio oltre la siepe

Anno: 1962;

Regia: Robert Mulligan;

Cast: Gregory Peck, Mary Badham, Phillip Alford, John Megna, Brock Peters

Genere: Crime, Dramma

Durata: 2 ore e 9 minuti

Un grande classico per questa breve classifica non poteva certamente mancare. Tratto dal romanzo omonimo (To Kill A Mockingbird) di Harper Lee, la pellicola narra le vicende avvenutesi nel 1932. L’avvocato Atticus Finch (Gregory Peck) è un padre vedovo che conduce una tranquilla esistenza coi suoi due figli, Jem e Scout. Un giorno il giudice Taylor si presenta alla sua porta chiedendogli se potesse assumersi la difesa di Tom Robinson, un giovane di colore accusato da Bob Ewell di aver violentato sua figlia, la diciannovenne Mayella. Durante il processo, poco dopo aver evitato un linciaggio da parte del popolo animato dall’odio razziale, Atticus Finch riesce a dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse contro Tom, senza convincere però la giuria, che emette un verdetto di colpevolezza. Ma falsa morale e soprattutto non sono finiti qua, e per l’avvocato la situazione non è per nulla semplice.

La pellicola agli Oscar del 1963 si aggiudica ben 3 statuette: miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista a Gregory Peck e miglior scenografia.

Il film negli anni è stato omaggiato in svariati modi, dal videogioco “The Darkness” al film “Quasi famosi” di Cameron Crown. Anche i Simpsons hanno omaggiato la pellicola, dedicandogli una piccola parte durante un episodio. È raccapricciante vedere come a distanza di così tanti anni, 58 anni per l’esattezza, le tematiche trattate in questo cult siano sempre tremendamente attuali.

Detroit

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Anno: 2017;

Regia: Kathryn Bigelow;

Cast: John Boyega, Will Poulter, John Krasinski, Anthony Mackie, Algee Smith;

Genere: Crime, Dramma, Storico;

Durata: 2 ore e 23 minuti;

Forse il film più vicino alla vicenda George Floyd per tematiche e tempistiche. Detroit (reperibile su Netflix), si ispira alle sanguinose rivolte che sconvolsero l’omonima città statunitense nel 1967. Tra le strade della città si consumò una vera e propria rivolta da parte del popolo afroamericano e di conseguenza un massacro ad opera della polizia, in cui persero la vita 3 giovani di colore e centinaia di persone rimasero ferite.

La regista ci aveva già deliziato con questo genere grazie alle sue due pellicole precedenti, The Hurt Locker e Zero Dark Thirty. Con la sua camera a mano, la Bigelow ci porta dentro al clima elettrico dell’epoca; ciò che succederà sarà una vera e propria escalation di violenza.

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Antony nasce a metà degli anni 90, in un caldissimo pomeriggio d'agosto; durante la sua vita cresce, impara a camminare, a correre e a traslocare. L'ultimo trasloco l'ha catapultato a Torino, facendolo diventare studente di Comunicazione. Nel tempo libero scrive perché scrivere è la sua più grande passione: scrive di cinema e scrive racconti qui(https://antonymandaglio.wordpress.com/), ma nonostante ciò non ha ancora imparato a scrivere la sua biografia. Procrastinatore seriale.

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